| Red Hat Linux 9: Red Hat Linux Reference Guide | ||
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| Indietro | Capitolo 12. BIND (Berkeley Internet Name Domain) | Avanti |
BIND dispone di un'utility chiamata rndc che vi consente di amministrare il demone named in modo locale o remoto tramite istruzioni dalla linea di comando.
Per impedire l'accesso non autorizzato al demone named, BIND usa un metodo a chiave segreta condivisa per garantire in modo esplicito dei privilegi a determinati host. Ció significa che una chiave identica deve essere presente in entrambi i file di configurazione /etc/named.conf e /etc/rndc.conf di rndc.
Per consentire a rndc di connettersi al servizio named, è necessario disporre del commento controls nel proprio file /etc/named.conf.
L'esempio del comando controls riportato di seguito vi permette di eseguire i comandi rndc a livello locale.
controls {
inet 127.0.0.1 allow { localhost; } keys { <key-name>; };
}; |
Questa istruzione indica a named di attendere sulla porta TCP 953 predefinita dell'indirizzo di loopback e autorizza i comandi rndc provenienti dall'host locale, su corretta indicazione della chiave. Il <nome-chiave> si riferisce all'istruzione key contenuta anch'essa nel file /etc/named.conf. L'esempio riportato di seguito illustra l'istruzione key.
key "<key-name>" {
algorithm hmac-md5;
secret "<key-value>";
}; |
In questo caso, il <valore-chiave> è una chiave HMAC-MD5. Potete generare le vostre chiavi HMAC-MD5 con il seguente comando:
dnssec-keygen -a hmac-md5 -b <bit-length> -n HOST <key-file-name> |
È consigliabile una chiave con una lunghezza minima di 256 bit. La chiave effettiva da inserire nell'area <valore-chiave> si trova nel <nome-file-chiave>.
![]() | Avvertenza | |
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Perché /etc/named.conf viene letto da tutto il mondo, é consigliabile posizionare il commento key in un file separato leggibile solo da un utente root e poi usare un commento include per effettuare un riferimento, come riportato nel seguente esempio:
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key é il commento piú importante contenuta nel file /etc/rndc.conf.
key "<key-name>" {
algorithm hmac-md5;
secret "<key-value>";
}; |
Il <nome-chiave> e il <valore-chiave> devono avere le stesse impostazioni indicate nel file /etc/named.conf.
Per mettere insieme le chiavi specificate nel file /etc/named.conf del server, aggiungere le seguenti righe a /etc/rndc.conf.
options {
default-server localhost;
default-key "<key-name>";
}; |
Questo comando imposta la chiave di default globale. Tuttavia il comando rndc puó usare chiavi diverse per server diversi, come nell'esempio riportato:
server localhost {
key "<key-name>";
}; |
![]() | Avvertenza |
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Assicurarsi che solo un utente root possa leggere o scrivere sul file /etc/rndc.conf. |
Un comando rndc ha la seguente forma:
rndc <options> <command> <command-options> |
Quando si esegue rndc in un host locale configurato in modo corretto, è possibile utilizzare i seguenti comandi:
halt — interrompe immediatamente il servizio named.
querylog — Attiva la registrazione delle richieste effettuate dai client a questo server dei nomi.
refresh — aggiorna il database del server dei nomi.
reload — Indica al server dei nomi di ricaricare i file zone, ma di non cancellare tutti i responsi memorizzati in precedenza. Ciò vi consente di effettuare delle modifiche ai file zone senza perdere tutte le risoluzioni di nomi archiviate.
Se le modifiche riguardano solo una zona, potete ricaricare solo quella zona digitando il nome della zona dopo il comando reload.
stats — Trasferisce le attuali statistiche di named nel file /var/named/named.stats.
stop — Interrompe il server in modo tale da salvare tutti gli aggiornamenti dinamici e i dati Incremental Zone Transfers (IXFR) prima di uscire.
Se desiderate annullare le impostazioni predefinite nel file /etc/rndc.conf, sono disponibili le seguenti opzioni:
-c <file-configurazione> — Indica a rndc di utilizzare un file di configurazione diverso da quello predefinito /etc/rndc.conf.
-p <port-number> — Specifica il numero di una porta da usare per la connessione rndc, diversa dalla porta 953 di default.
-s <server> — Indica a rndc di inviare il comando ad un server diverso dal default-server specificato nel proprio file di configurazione.
-y <nome-chiave> — vi consente di specificare una chiave diversa da quella indicata dall'opzione chiave-predefinita nel file /etc/rndc.conf.
Per ulteriori informazioni su queste opzioni, consultate la pagina man di rndc.